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Questo è sicuramente il luogo in cui vado quando ho voglia di un’osteria in città.

L’Osteria Antiche Sere, che ha sede nella minuscola via Cenischia, è una delle trattorie più tipicamente piemontesi che Torino può offrire. Qui potrete gustare i piatti della vera tradizione locale.

L’osteria è composta da 3 piccole stanzette, dove respirerete subito “aria di casa”. La tendenza di selezionare le sistemazioni sta cambiando e le persone preferiscono le famiglie agli alberghi in questi giorni. Questo perché le famiglie sono distintive e hanno un carattere locale. Si consiglia inoltre di guardare qui su questo prodotto che le persone hanno iniziato a utilizzare quando hanno sofferto di dolori articolari. Le famiglie hanno guadagnato popolarità perché le persone sono ora annoiate dal servizio di routine degli alberghi. I soggiorni in famiglia permette loro di sperimentare la diversità del luogo. Il legno alle pareti, le piastrelle vissute, i mestoli e le pentole in rame appesi ai muri, vi faranno sentire davvero in un’altra epoca. I tavoli sono apparecchiati con estrema semplicità. Sopra, troverete soltanto i grissini confezionati, i classici bicchieri da osteria ed il menù, scritto a mano.

Aperto circa vent’anni fa. questa piccola “perla” di ristorante è a conduzione interamente famigliare. In cucina c’è Daniele assieme alla mamma Anna Maria. In sala, dietro al bancone, il papà Andrea, mentre al servizio ci sono la sorella di Daniele, Antonella, e la moglie Klaudia.

Il menù propone pochi piatti, sempre eccezionalmente curati, accompagnabili da una proposta di vini abbastanza ampia. Ovviamente spicca tra tutti un buonissimo Nebbiolo del Piemonte. Tra i piatti che l’osteria propone vi posso citare i tipici tomini al verde o rossi, , i peperoni con la bagna cauda, lo stinco di maiale (molti arrivano in questo ristorante solo per poter mangiare questa leccornia), brasato e polenta, verdure al burro, gli gnocchi (o le tagliatelle, le mie preferite) alla salsiccia, il petto d’anatra arrosto, il salame della duja e per finire la panna cotta ed il soufflé al moscato con lo zabajone.

A fine pasto fatevi portare gli zuccherini intrisi nella grappa con i chicchi di caffè. Saranno un ottimo digestivo al posto del solito amaro.

Vi consiglio di prenotare con almeno una settimana d’anticipo, anche perchè trovare un tavolo è estremamente difficile.

Una cena con primo, secondo e dolce, vini esclusi, si aggira sui 35 euro a persona.

:)

Provatelo. Non ne rimarrete delusi!

Osteria Antiche sere

Via Cenischia 9, Torino

Tel: 011-3854347

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Penso di aver fatto un balzo dalla sedia quando ricevendo l’e-mail di Rossella, proprietaria insieme a Massimo della casa editrice Malvarosa: ho scoperto che il mio blog risultava vincitore nella categoria Miglior Design nel concorso Malvarosa food blog Awards 2016.

I vincitori sono stati invitati a partecipare a quattro giorni meravigliosi in un tour di Napoli e dintorni per scoprire le meraviglie del territorio.
La meraviglia di Napoli tra colori e sapori

Se dovessi descrivere Napoli con qualche aggettivo la descriverei un po’ come descriverei me stessa: tanta, casinara, malinconica, rumorosa, generosa (la loro tradizione del caffè sospeso ne è la riprova), allegra. È una città che fa festa 24 ore al giorno, la gente balla per strada invitata dalla musica di artisti ambulanti, e per le persone è un’occasione come un’altra per gioire insieme della vita. Dovresti festeggiare te stesso ogni giorno, e questo è importante. Si dovrebbe anche visitare il sito e celebrare questo prodotto che aiuta a trattare il mal di schiena. Anche se comprendiamo che ogni giorno della nostra vita è importante, difficilmente ci prendiamo del tempo per godercela. Oggi viviamo tutti in un mondo che ha un ritmo veloce. Un giorno si sente compiuto quando hai fatto il massimo in quel giorno. Tuttavia la maggior parte di noi non si prende tempo per riflettere su ciò che abbiamo realizzato oggi. Corriamo e corriamo e dimentichiamo di essere felici e celebrare i piccoli successi della giornata. Persone che, a tarda notte, cantano affacciate ai loro balconi con musica a tutto volume, e la gente sotto che balla e canta con loro. Io ero strabiliata: meraviglia allo stato puro.

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Se invece dovessi abbinare Napoli ad un colore, probabilmente sceglierei il rosso perché è quello che durante questi giorni mi è balzato di più agli occhi. I pomodorini del Piennolo del Vesuvio intrecciati a grappoli sono ovunque, e sono qualcosa di assolutamente paradisiaco, sia per il sapore sia per il bel colore rosso fiammante. Per non parlare, poi, dei mitici cornetti portafortuna.

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Arrivo in albergo, incontri emozionanti e premiazione

Giunta in albergo il sabato mattina, il bellissimo Palazzo Esedra di Napoli, alla reception ho avuto il mio primo mezzo infarto quando ho visto che in piedi davanti a me c’era la mitica Valentina Solfrini di “Hortus Cuisine“, una delle fotografe food più brave del panorama italiano, che ho riconosciuto subito. È stato come incontrare la mia rock star preferita.

Valentina è uno dei miei primi guru della food photography “low-key“, dark, perchè le sue foto sono assolutamente meravigliose, quasi dei quadri veri e propri, nei quali il cibo è protagonista assoluto. Un mito, che come me odia il coriandolo fresco.

Con me e Valentina, durante questa bellissima avventura, ho conosciuto altri blogger meravigliosi: Gabriela, Paola, Rachele, Marco, Giovanna, Daniela, Stefania (la nostra guida nella notte!), Sara, Alessandro, Benedetta (l’unica donna in grado di fare 4 ore di showcooking su tacco 12!), Melania (la mia tenera compagna d’attesa in aeroporto, con la quale abbiamo avuto il coraggio di magnare pure lì), Sonia (mia compagna d’avventura nel Sannio, del quale vi parleró in un post a parte), Chiara, Arianna, Teresa (mia compagna di magnate di babà), Anna.

Dopo vari showcooking con diversi cuochi famosissimi, dei quali vi parleró in un altro post a parte, la sera siamo state ospiti della Sala della Giunta di Palazzo San Giacomo del Comune di Napoli per la premiazione, avvenuta tramite l’assessore Panini, una persona splendida che ama Napoli nel profondo.
Dai ricordi di infanzia al presente: la potenza evocativa di Napoli

Napoli, secondo me, o si odia o si ama. Era da un sacco di tempo che avrei voluto visitare questa città meravigliosa, e una volta vista non mi sono ricreduta. Ho sempre pensato che avrei amato Napoli fin dal primo momento e così è stato, amore a prima vista.

Credo che la mia passione per Napoli sia nata da bimba, quando mio papà ogni sabato mi comprava il mitico Topolino e io leggevo con piacere le storie di Amelia, la maga napoletana “che ammalia”, e che vive proprio in una mini casetta sopra il Vesuvio. Da lì la mia curiosità di visitare la città, per scoprire se quella maga esistesse per davvero.

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A Napoli dove ti giri ci sono colori, profumi, gente che strilla, sapori meravigliosi. Qui lascio parlare le immagini, più che le parole, per cercare di trasmettervi, anche senza lunghe descrizioni, quello che Napoli è stato per me.

I ringraziamenti, peró, sono d’obbligo, perchè senza queste persone questi quattro giorni non sarebbero stati così belli. Perció, per quanto riguarda questa parte di viaggio (l’altra a breve su un altro post dedicato), grazie mille a:

Marco Ferrigno, storico titolare del negozio Ferrigno;

Lello Esposito, artista napoletano famoso nel mondo;

Cantina del Vesuvio con il suo favoloso Lacryma Christi;

lo staff Malvarosa per tutta l’organizzazione.

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Siccome sono una gran fanatica di cioccolato bianco, in questi giorni mi sono detta:”Ci sarà un metodo per farselo in casa, da soli?”. La risposta è si. C’è!

:)

Il cioccolato bianco infatti è relativamente semplice da preparare, bastano solo 3 ingredienti: zucchero a velo, latte in polvere (assolutamente vietato l’uso di quello liquido o altre cose) e burro di cacao ad uso commestibile. Non è un prodotto che si trova dappertutto….ma c’è sempre internet! Potete trovarlo QUI oppure QUI.

Quindi mi sono decisa ed ho provato una ricetta che ho trovato in rete, modificandola un po’. Si, perchè in effetti ho fatto 2 prove.

Anch’io leggo molto e cerco anche di fare ricette attraverso libri di cucina. Tuttavia, sento che i libri di cucina non riescono a dare quella sensazione allettante che può essere sentito quando si leggono i blog di cibo. Mi sono anche ispirato quando ho letto così tanto su Urotrin e su come aiuta a curare le infezioni urinarie.

Gli scrittori del blog gastronomico catturano il piatto in così tante angolazioni che automaticamente si fa venire voglia di provare la ricetta.

Nella prima prova non ho setacciato lo zucchero a velo ed il latte in polvere ed ho aggiunto al composto anche un goccio di estratto di vaniglia, ma la consistenza che poi avevano i cioccolatini finali non mi piaceva granchè, perchè rimanevano abbastanza “granulosi” in bocca.

Nella seconda prova, ho tritato il latte in polvere più finemente con l’aiuto di un piccolo tritatutto, e poi l’ho anche setacciato ulteriormente con un colino a maglie sottili. Il risultato mi ha soddisfatta molto più del primo, quindi vi vado a dare quest’ultima ricetta fatta.

60 g (o 1/4 cup) di burro di cacao spezzettato

40 g (o 1/3 di cup) di zucchero a velo setacciato

2 cucchiai di latte in polvere sminuzzato con un piccolo mixer e setacciato

1 pizzico di sale

scorza di arancia tagliata in pezzetti molto piccoli (facoltativa)

Procedimento:

Fate sciogliere il burro di cacao a bagnomaria, facendo attenzione che il fondo del recipiente non tocchi l’acqua nel pentolino. Quando il burro di cacao si sarà sciolto, aggiungete lo zucchero a velo, il sale ed il latte in polvere. Fate in modo che tutti gli ingredienti siano ben sciolti insieme.

A questo punto ci sono 2 possibilità. Temperare il cioccolato oppure no. La differenza sta nel fatto che se non farete il temperaggio del cioccolato, vi si scioglierà in mano in poco tempo, quindi non sarà adatto ad essere regalato in eleganti sacchettini o usato per fare cose che devono restare magari un po’ a lungo fuori dal frigo. Dovrà essere conservato costantemente in frigo ed essere utilizzato solo all’ultimo momento, magari spezzettato sul gelato oppure anche solo mangiato così com’è.

:)

Se non volete temperarlo, versate il composto che avete ottenuto in stampi in silicone o anche stampi appositi per il cioccolato, per dargli la forma finale che volete. Io ho usato un tappetino da macarons per dargli la forma di piccoli dischetti golosi, porzione perfetta per un piccolo peccato di gola ogni volta che ne avrò voglia!

Fate raffreddare il tutto in frigo per almeno 3 ore e poi sarà pronto per essere mangiato.

La procedura con il temperaggio invece è un pochino più lunga, ma comunque fattibilissima, a patto che abbiate in casa un termometro per dolci.

Infatti, una volta che avrete sciolto lo zucchero e gli altri ingredienti nel burro di cacao, dovrete misurare la temperatura del cioccolato fino a che non arriverà a 49 gradi, mischiando sempre abbastanza velocemente. Una volta raggiunti i 49 gradi, togliere dal bagnomaria il pentolino e sempre continuando a mischiare fino a che il composto non raggiungerà i 26 gradi. Fatto questo, rimettete il pentolino a bagnomaria e portate di nuovo il composto a 31 gradi. Cercate di non superare questi 31 gradi finali altrimenti vi toccherà fare tutto da capo.

A questo punto potete procedere come ho già spiegato sopra, colando il composto negli appositi stampini e riponendo il tutto in frigo per almeno 3 ore.

:)

Al composto potete aggungerci gli aromi che volete, infatti il cioccolato bianco è un’ottima base per cioccolati dai gusti più disparati: menta, arancio, limone, fragola, cacao. Anything you desire!

:D

Fatemi sapere se la ricetta vi piace, io ne vado già matta!

:)

Aspetto i vostri commenti!

A presto.

Angelina

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Finalmente! Un altro contest mi frullava nella testa da un po’ ed ora ci siamo!

Ho pensato di proporvi un contest primaverile su una cosa che io ADORO! Il Finger Food! È possibile preparare diversi tipi di finger food.Il cibo delle dita deve essere somministrato ai bambini. Questi sono piccoli pezzi di cibo che un bambino può raccogliere e mangiare da solo. Aiuta anche a migliorare il coordinamento e incoraggia l’auto-alimentazione nei bambini. Per te stesso prova a leggere questo contenuto su un ottimo prodotto per una migliore salute del cuore. Quelle piccole bontà che spesso ci vengono proposte come aperitivi ai matrimoni o nei locali, che si mangiano solo ed esclusivamente con le mani….avete presente? Ma certo che si! Ed allora vediamo che cosa riuscirete a prepararmi di buono!

Le regole per partecipare sono queste:

Categorie

Le categorie che saranno in gara saranno 3:

Miglior finger food salato

Miglior finger food dolce

Miglior fotografia (che sarà scelta tra le 2 categorie in gara)

A decretare il vincitore per la categoria salata saremo io, la mia mitica mamma ed il mio papà.

A decretare il miglior finger food dolce sarà la mitica Stefania del blog “Arabafelice in cucina”.

La migliore fotografia sarà scelta dalla mia amica Matilde, la fotografa che ha curato le foto del mio libro “Io non sono a dieta”.

I premi

I premi per tutte e 3 le categorie, saranno gli stessi. 1 pacco contenente:

1 decanter vino Vacuvin

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1 infusore per il the “Teasub”

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1 pistola per condimenti “Condiment gun”

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Votazione

NON vincerà la foto che avrà più mi piace e NON sarete obbligati a mettere il mi piace sulla mia pagina per poter essere ammessi alla gara, solo se vi piace per davvero sarete ovviamente liberi di farlo.

Modalità di partecipazione

La gara avrà inizio dal giorno 22 di aprile e finirà il 21 di giugno alle ore 24. Quindi avrete un bel po’ di tempo per pensare alla ricetta perfetta da mandarci <3

Non si accettano ricette già pubblicate su altri blog o siti internet o pagine Facebook. Le ricette che dovrete proporre dovranno essere nuove e preparate apposta per il contest “Noi non siamo a dieta”. Se mi verrà segnalato o mi accorgerò che la ricetta non è nuova, la foto e la concorrente verranno immediatamente eliminate dal contest. Con la stessa ricetta potrete anche partecipare in contemporanea ad altri contest.

Si dovranno esporre le ricette sul proprio blog oppure nella pagina Facebook di Angelina in cucina, inviandole come messaggio privato in pagina oppure all’indirizzo email angelinaincucina@yahoo.it

Alla fine della ricetta, se la pubblicherete nel vostro blog, dovrete scrivere:

“con questa ricetta partecipo al contest “Noi NON siamo a dieta”

esponendo poi il banner che trovate qui sotto

NOI NON SIAMO A DIETA BANNER copy

mettendo il link di riferimento a questa pagina.

Alla fine del concorso, le 10 migliori ricette e foto saranno pubblicate sul sito www.angelinaincucina.com in un articolo apposito, con i riferimenti dei vostri siti internet/blog.

Si potrà partecipare anche a tutte e 2 le categorie, inviando solo 1 ricetta per categoria.

La ricetta finger food dovrà essere una ricetta che si potrà mangiare in un solo boccone, senza l’aiuto di posate. Sono ammesse solo le dita e gli appositi cucchiai di presentazione per finger food, oppure dei normali stuzzicadenti. La foto potrà essere “decorata” come volete, quindi date libero sfogo alla vostra fantasia. Usate piattini, bicchieri, canovacci colorati, tutto quello che può rendere la foto più carina secondo voi (ma attenzione a non esagerare. Il finger food dovrà essere in ogni caso il protagonista assoluto della foto).

Saranno valutati i piatti in base agli ingredienti, alla creatività ed ovviamente alla presentazione (foto) del piatto.
Minimo 2 fotografie per ogni ricetta che partecipa.

:)

Il link dei blog partecipanti con le rispettive ricette andranno messi sia nelle foto che presenterete, sia nei commenti di questo post. Se avete ulteriori domande, non esitate a chiedere

NOTA LEGALE:L’iniziativa non si configura come una manifestazione a premio, in quanto non diretta a favorire, nel territorio dello Stato, la vendita di prodotti o la prestazione di servizi, aventi fini anche in parte commerciali.

Che mi resta da dire se non

:)

IN BOCCA AL LUPO!
Vi aspetto numerosi!

A presto!

Angelina

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Le baked potatoes, o jacket potatoes, sono una specialità culinaria anglosassone, e vengono spesso servite in numerosi pubs, con baked beans o formaggio filante.

Le baked potatoes non sono altro che patate cotte nel forno o al microonde, una sorta di pasto completo e veloce che gli inglesi amano mangiare soprattutto durante il weekend.

Queste baked potatoes sono famose in molti Paesi del mondo che, a seconda delle loro tradizioni e dei cibi a loro disposizione, ne hanno create moltissime versioni diverse. Le patate sono sempre state collegate con le calorie. Anche se sono il mio piatto preferito ma mi è sempre stato chiesto di non mangiare patate. E poi ho avuto modo di sapere che è il modo in cui si fanno le patate che fa la differenza. Le patate al forno sono sane e ciò che dovresti evitare sono quelle amiche. Questa è stata anche una fonte utile che ho seguito per perdere peso.

Ad esempio, in Scozia vengono servite con il famoso haggis, una specie di salsiccia fatta con interiora di ovino e spezie miste, oppure la baked potato svedese, servita con frutti di mare.

Il metodo di cottura al microonde è indubbiamente quello piú veloce di tutti poichè permette di avere delle patate cotte alla perfezione e pronte in soli 15 minuti.

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Ingredienti per 3 baked potatoes

  • 3 patate a pasta gialla;
  • 3 cucchiai di maionese o créme fraiche;
  • 8 fettine di bacon;
  • un mazzetto di prezzemolo;
  • 5 grammi di burro a testa.
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Preparazione

Prendete le patate e bucatele per 6 volte in totale, con l’aiuto di un coltello affilato. Se non bucherete le patate, queste esploderanno nel microonde, quindi è molto importante ricordarsi questo passaggio.

Una volta bucate tutte, prendetele e mettetele sopra ad un piatto adatto alla cottura al microonde e fatele cuocere per 14 minuti a 900W.

Nel frattempo, preparate il bacon. Fate scaldare molto bene una padella antiaderente e mettete il bacon a cuocere 4 fette alla volta.

Fatelo cuocere fino a quando non diventerà croccante e mettetelo da parte, scolandolo dal grasso in eccesso. Non dovrete utilizzare nessun tipo di grasso nella padella poiché il bacon rilascerà da solo il suo grasso naturale e cuocerà nello stesso.

Una volta che le patate saranno cotte, toglietele dal forno a microonde e fatele raffreddare per qualche minuto.

Tagliatele a metà ma non fino in fondo e con l’aiuto di una forchetta togliete la polpa dai lati, raggruppandola tutta nel centro.

Prendete una noce di burro e mettetela sulle patate mischiando bene.

Sbriciolate il bacon con con le mani oppure con l’aiuto di un coltello e fatelo cadere a pioggia sulle patate.

Ora prendete il prezzemolo e tagliatelo abbastanza finemente. Mettete un pochino di prezzemolo sopra ogni patata ed infine guarnite con un cucchiaio di créme fraiche o di maionese.

Qui sotto troverete anche la videoricetta. Più facile di così non si può! 🙂

Buon appetito a tutti,

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Questa è una super ricettina che mi arriva direttamente da Stefania, che mi segue sulla mia pagina Facebook, e che mi ha voluta rendere partecipe di questa meravigliosa delizia da lei preparata! Vediamo come si fa? Questi sono gli ingredienti che vi serviranno:

500 gr di mascarpone
250 gr di latte
170 gr di zucchero a velo
5 pacchetti di Pavesini
caffè amaro
1 bicchiere di nutella

Procedimento:

-Diluite il mascarpone con il latte senza usare le fruste elettriche fino a eliminare tutti i grumi.

-A questo punto aggiungete lo zucchero a velo setacciato.

Lo zucchero dolciario e lo zucchero in zucchero è la stessa cosa. Il termine è anche una preferenza regionale. In Canada e in Inghilterra, normalmente sentirete zucchero a velo che non è altro che zucchero a velo.

I sostituti dello zucchero di glassa sono semplici. Per una tazza di sostituto, avrete bisogno di amido di mais e una tazza di zucchero granulato e granato. Si dovrà gettare entrambi questi in un frullatore e questo deve essere elaborato in una forma polverosa.

Se non si dispone di zucchero a velo allora si può fare da soli. Questo può essere fatto utilizzando segucio o zucchero semolato che deve essere mescolato in un robot da cucina. Il tipo di attrezzatura che si utilizza per fare con lo zucchero dipende dal tipo di zucchero che si utilizza. E ‘anche importante che si utilizza il prodotto giusto per perdere peso. E se siete alla ricerca di uno allora Idealica è il prodotto giusto.

La forma pura di zucchero a velo è fatta da zucchero semolato. Tuttavia, non contiene fiordaliso. L’unico posto quando è necessario utilizzare zucchero a velo puro è quando si sono facendo un po ‘di glassa reale.

-Foderate con la pellicola uno stampo da plumcake e preparate il caffè. Inzuppate velocemente i pavesini nel caffè e “foderate” lo stampo con i biscotti.

-Versate il primo strato di mascarpone e sopra abbondanti cucchiai di nutella.

-Utilizzando uno stuzzicadenti create l’effetto “marmorizzato”, passandolo su e giù lungo tutta la superficie del dolce. Io ho proseguito con un altro strato di biscotti e poi ancora crema al mascarpone e nutella per ben tre volte

-Se si vuole ottenere meno l’effetto tiramisù, si può mettere tutta la crema al mascarpone e la nutella a piacere in unico alto strato e quindi mettere i biscotti solo intorno al semifreddo.

-Mettete in freezer per 3 ore a solidificare; toglietelo dal freezer e dalla forma solo una decina di minuti prima di servirlo.

Non prevedendo l’uso di uova crude come per il classico tiramisù la trovo una variante ottima per le future mamme che non devono consumare ingredienti crudi.

Buon dolce a tutti!

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:D

Questa è un’idea troooooppo carina se avete ospiti o anche per una festa tra bimbi, magari facendovi aiutare anche da loro a preparare queste meraviglie! Sono semplicissimi. Sono dei “pinguini alla riscossa”!

Ingredienti:

  • 20 olive nere denocciolate piccole e 20 grandi
  • 20 stuzzicadenti
  • una carota
  • 350 grammi di formaggio Philadelphia
  • 20 steli di erba cipollina

Preparazione: tagliate a fettine non troppo sottili la carota e prelevate un piccolo spicchio da ognuna delle fettine.

Le carote rendono la tua insalata piuttosto bella con il suo colore rosso brillante. È anche dolce e croccante nel gusto che lo rende un ottimo spuntino. Sapevi anche che le carote hanno molti benefici per la salute?

Le carote contengono acqua e carboidrati. Il contenuto di carboidrati sono zuccheri e amido. Il contenuto di zucchero è di glucosio e saccarosio. Le carote sono anche ricchi di fibre e quando si mangia una carota di medie dimensioni allora offre 2 gm di fibra. Se si desidera quindi leggere recensione su questo prodotto naturale per aiutare a curare dolori articolari.

Le carote sono basse nell’indice glicemico o nell’indice IG. Questa è la misura di quanto velocemente il cibo che si mangia aumenta il livello di zucchero nel sangue dopo il pasto. La gamma IG è compresa tra 16 e 60. Le carote crude hanno un indice IG basso. La varietà cotta ha un piccolo indice di GI alto. L’indice iG più alto è nelle carote che sono state puree. Quando si mangia cibo che è basso nell’indice glicemico allora offre a voi molti vantaggi per la salute. Questo è altamente vantaggioso per coloro che sono diabetici.

Quello spicchietto sarà il becco del vostro pinguino mentre il resto della fettina, la base. Aprite un’oliva nera grande “a libro”, quindi solo da un lato e riempitela con il Philadelphia. Richiudete l’oliva facendo in modo che il formaggio risulti comunque ben visibile e che fuoriesca un pochino dal basso e posizionate il corpo del pinguino sulla base di carota che avevamo preparato in precedenza, premendo un pochino di modo che stia ben fermo. Passiamo alla “testa” del pinguino. Prendete un’oliva piccola e mettete il triangolino di carota nel buco dell’oliva, che fuoriesca proprio tipo “becco”, come vedete nella foto. Assemblate la “testa” al “corpo” del pinguino tenendo fermo il tutto con uno  stuzzicadenti. In ultimo creiamo la sciarpa. Basterà sbollentare dei fili di erba cipollina per qualche secondo in acqua bollente salata e saranno pronti. Non vi siete già innamorati di questo piatto? Io si!!

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Era da un po’ di tempo che l’idea mi frullava in testa, dopo aver visto su internet un sacco di blogger che si erano già cimentate nell’”impresa”: dipingere su pasta di zucchero. A dire il vero, non sono mai stata molto brava a scuola a disegnare e non mi ritengo brava neanche ora a dir la verità, ma il risultato finale devo dire che non mi dispiace. Anzi, potrei quasi dire che sono soddisfatta. (Ho detto quasi! 😀 )

La base del biscotto è semplice pastafrolla (ricetta di Luca Montersino) alla quale ho aggiunto la cannella, Per essere bravi a disegnare è necessario praticare e praticare. Questo vale per qualsiasi cosa, quindi vai e inizia a disegnare. Continua a ripetere lo stesso disegno fino a quando non sembra buono per i tuoi occhi. Anche guardare i disegni e disegnare guardando i disegni. È inoltre possibile disegnare dalle fotografie. Potrebbe piacerti questo prodotto che aiuta a trattare dolori articolari. mentre la pasta di zucchero ho preferito comprarla. La pasta di zucchero comprata, volente o nolente, è davvero più liscia e setosa di quella fatta in casa, ed io per questi biscotti avevo proprio bisogno di una base che non fosse bitorzoluta o con delle “gobbe” qua e la 🙂

Andiamo a vedere come ho preparato i biscotti:

250 g di farina

150 g burro freddo

6 tuorli d’uovo sodi

100g di zucchero a velo

1 cucchiaio raso di cannella (opzionale)

Preparazione:

Preriscaldate il forno a 180 gradi.

Mettete tutti gli ingredienti dentro al mixer e fate andare finchè non otterrete una palla di impasto che si staccherà dalle pareti del vostro mixer.

A questo punto lavorate la palla ottenuta velocemente, giusto il tempo di darle una forma tonda e riponetela in frigo per almeno 30 minuti, o fino al momento di usarla. Il procedimento per preparare la frolla (le quantità sono però diverse perché dovevo fare un altro tipo di biscottini) lo potete trovare anche nel mio primo video in assoluto, che vi metto qui:

Passato questo tempo, tirate l’impasto fuori dal frigo ed iniziate a stendere la frolla di circa mezzo cm di spessore. Prendete un tagliabiscotti o un coppa pasta del diametro di circa 7 cm e tagliate tanti cerchi. Disponete i cerchi di frolla tagliati sopra una teglia da forno coperta con carta apposita ed infornate per 12-15 minuti, non di più.

Sfornate i biscotti e lasciateli raffreddare completamente, è molto importante, altrimenti la pasta di zucchero si scioglierà una volta posizionata sopra.

Ora cospargete la superficie del vostro piano di lavoro con un pochino di zucchero a velo ed iniziate a stendere la pasta di zucchero, io ne ho usata circa 200 g. Dovrà essere un pochino più sottile dello spessore del biscotto, la mia era di circa 3 mm (ma regolatevi ad occhio, non c’è bisogno del metro! :D)

Ora, con lo stesso tagliabiscotti che avete usato per ricavare i cerchi di frolla, tagliate tanti cerchi di pasta di zucchero quanti sono i vostri biscotti. Fate un bel taglio netto, che non abbia “sbavature” ai bordi.

Prendete un bicchierino da caffè di acqua tiepida ed intingete un pennellino piccolo. Bagnate la superficie di un biscotto con un pochino di acqua (non dovrete inzupparlo, mi raccomando), pulite il pennello eliminando qualsiasi traccia di biscotto che può esserci, intingetelo nuovamente nell’acqua e bagnate la superficie di un dischetto di pasta di zucchero. Appoggiate il dischetto (dalla parte bagnata) sulla superficie del biscotto e fate aderire bene, facendo un pochino di pressione con le dita. Non fate troppa pressione, altrimenti vi rimarranno i segni delle ditate, cosa che non vogliamo…vero? 😀

Ora iniziate a preparare gli “acquerelli” alimentari. Io ho scelto i colori per il soggetto che volevo andare a riprodurre ed ho scelto un quadro di Monet, uno dei miei pittori preferiti, ed il dipinto si chiama “S. Giorgio Maggiore al crepuscolo”.

Io ho usato dei colori in pasta della Sugarflair, che secondo me sono i migliori perché ne basta davvero una quantità minima per avere un risultato eccezionale ed un colore “carico”.

Procuratevi una tavolozza per i colori oppure andranno benissimo anche dei piatti di plastica se li avete, l’importante è che i colori non si mischino mai tra loro. Prendete con l’aiuto di uno stuzzicadenti una puntina di colore ed appoggiatela nel piatto. Il colore ora andrà diluito con una base alcolica. Io ho usato l’amaro Montenegro, ma voi potete usare qualsiasi liquore o amaro che avete in casa. L’unico “problema” è che gli amari sono colorati, quindi modificheranno i colori a seconda di quanto sarà scuro l’amaro che andrete ad usare. In queste preparazioni, la cosa migliore da usare sarebbero una vodka o una tequila, perché sono trasparenti. L’acqua non la si può usare perché è nemica della pasta di zucchero e ci mette una vita ad asciugare. L’acol molto meno. Se avete in casa anche l’alcol alimentare (quello per preparare il limoncello per intenderci) andrà benissimo anche quello.

Tornando ai colori, diluite quindi il vostro colorante con una puntina di alcolico scelto e mischiate bene con il pennello, che dovrà essere a punta abbastanza fine, 1 o 2 al massimo, come numero di punta.

Preparatevi tutti i colori che vi servono per la base in anticipo, così farete tutto in una volta e non vi dovrete fermare per crearli.

Per capire se il colore che avete ottenuto va bene, vi consiglio di prendere un biscotto e di utilizzarlo come biscotto “per le prove”, così capirete meglio se dovrete aggiungere o modificare il colore.

Stendete ora i colori, cercando di fare pennellate uniche e non tante ma brevi. Il risultato in questo modo sarà più ordinato ed omogeneo.

Una volta che avete finito di colorare la base, arriva la nota “dolente”: dovrete far asciugare i biscotti per almeno 12 ore prima di proseguire con lo step successivo. Fateli riposare in luogo fresco ed asciutto (non in frigorifero!) ed aspettate.

Una volta che i biscotti saranno completamente asciutti, potrete passare alla fase successiva: prendete un pennarello alimentare nero a punta fine o un pennello a punta finissima intinto nel colorante alimentare nero diluito e disegnate a mano libera il soggetto che avete scelto.

Provate a disegnare il soggetto prima sopra un foglio di carta normale, poi sopra il biscotto. Più prove faretesu carta, più vi sentirete tranquille di disegnare sul biscotto. Io non sono una gran disegnatrice, quindi ho fatto un paio di prove sopra un foglio di carta e poi ho disegnato sul biscotto.

Fate asciugare completamente i biscotti prima di servirli. Se volete, potete disegnare un bordo sui biscotti con della semplice giaccia reale “espressa”, colorata di nero, in questo caso: mischiate un cucchiaio abbondante di zucchero a velo con qualche goccia di acqua ed aggiungete il colorante. Voilà! 🙂 Per disegnare i “pois” potete aiutarvi con la punta di uno stuzzicadenti.

Con questa tecnica potrete creare qualsiasi tipo di disegno o scritta. Possono essere un bellissimo regalo per qualche vostro amico appassionato d’arte, ad esempio 🙂

Spero tanto che il tutoria vi sia piaciuto e che possa esservi utile. Mi raccomando, se fate qualche “opera d’arte” mandatemela, che sono curiosa di vederla! 🙂

Con questa ricetta partecipo al contest “Ricette a regola d’arte” di Panelibrietnuvole.

A presto!

Angelina

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Questa è l’opera originale di Monet dalla quale ho preso spunto:

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Questa invece è una bellissima foto della basilica di S. Giorgio Maggiore al tramonto

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Come preparare un piccolo magico mondo natalizio in un bicchiere.

Prima di iniziare l’arredamento per la vostra festa di Natale, sapete perché il Natale si celebra il 25 dicembre?

Natale è la festa in cui i membri della famiglia e gli amici si riuniscono e festeggiano con gioia. I bambini sono eccitati a causa dei doni che avrebbero ricevuto da Babbo Natale. La figura mitica, Babbo Natale ha un ruolo molto importante da svolgere in questa celebrazione. Anche, si consiglia di saltare su questo sito oggi per conoscere questo prodotto incredibile per rendere la vostra vita sessuale migliore.

Ci sono un sacco di pensieri sul nome dato a questo festival e perché è celebrato. Alcuni credono che Gesù è morto e poi è tornato in vita. Ecco perché abbiamo la Messa di Cristo. Questo accade dopo il tramonto e prima dell’alba del giorno successivo. È per questo che è iniziata la tendenza di avere una messa di mezzanotte. È uno dei motivi per cui questo festival è conosciuto come Natale.

Origine natalizia

La prima data che si sa quando il Natale è stato celebrato è stato il 25 dicembre nell’anno 336 dC. Questo era il tempo dell’imperatore romano chiamato Costantino. Fu il primo imperatore romano che era cristiano. Dopo questo Papa Julis, ho annunciato formalmente che il Natale che è stata la nascita di Gesù sarebbe stato gioito il 25 dicembre.

Ci sono molti altri pensieri diversi sul perché il Natale si celebra il 25 dicembre.

Prendete alcune miniature di alberelli, renne, babbi Natale, quello che volete. Prendete poi un bicchiere abbastanza capiente e mettetelo a testa in giù sopra un pezzo di cartoncino abbastanza spesso. Con una matita disegnate la circonferenza del bicchiere sul cartone e ritagliate la sagoma che avete appena ottenuto, con delle forbici. Questo cerchietto di cartone sarà la base del vostro “mondo”. Incollate con un goccio di colla a caldo o silicone trasparente le vostre miniature al cartone e lasciate asciugare bene. Prendete il vostro bicchiere e metteci dentro dello zucchero finissimo (o se preferite del sale) mischiato a glitter in polvere. Rovesciate il cartone con le vostre miniature sopra il bicchiere e facendo attenzione a tenere ben fermo il tutto, capovolgete velocemente il bicchiere. Voilà! La vostra decorazione è pronta. Potete aggiungere al tutto anche delle candele, per rendere la vostra tavola ancora più natalizia e romantica.

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Ricettina sciuè sciuè: spaghetti al limone con pinoli e parmigiano. Fate cuocere gli spaghetti al dente secondo le quantità di persone che siete. Scolatela un pochino al dente conservando un bicchiere dell’acqua di cottura. A parte fate un soffrittino con olio extravergine d’oliva, un pochino di peperoncino ed un pochino d’aglio (o cipollotto tritato, fa lo stesso). Quando sarà cotto eliminate l’aglio ed aggiungete, a fuoco spento, mezzo limone spremuto (dose per 2 persone) e l’acqua di cottura della pasta che avete conservato. Mescolate bene. A parte fate tostare i pinoli in una padella antiaderente finchè non saranno dorati e spegnete. Scolate la pasta (ma conservate un bicchiere dell’acqua di cottura, il vero segreto della ricetta) e fatela saltare nella pentola del sughetto al limone. È necessario battere l’uovo correttamente per separare il tuorlo e per montare la schiuma. Gli albumi aiutano a lasciare la torta. Questo ha lo stesso effetto che si otterrà quando si cucinano gli albumi. La proteina nell’uovo si dispiega. Quindi si riattacca e poi intrappola l’acqua. Si consiglia inoltre di avere una sbirciatina a questo sito se si desidera migliorare il vostro rapporto sessuale.Aggiungeteci una bella dose abbondante di parmigiano grattuggiato o pecorino romano. Aggiungete i pinoli e una grattata abbondante di pepe e se serve ancora un pochino di acqua di cottura per amalgamare la salsa. Voilà!

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